sabato 2 luglio 2011

Vizio

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Vício 

Ho provato a domare
Questo amor cattivo
E, ubriaco,
Mi sono addormentato
Sulla spiaggia della disillusione
Con un pianto di sabbia
In bocca e negli occhi.
Mi sono alzato e
Mi son fatto un bagno
Nel mare della realtà
Che male mi fa.
Mi son girato
E, vedendo passare un barista,
Gli ho chiesto un biglietto di ritorno
E lui mi ha favorito
Una replica di lacrime
Nelle quale mi son immerso
Senza riserva d’ossigeno.
Per un momento
Ho sentito mia madre chiamarmi.

Senza guardare indietro
Ho continuato a seguirti
Senza sapere dove fossi
L’idea di trovarti un giorno
Mi animava.

È venuta una macchina
L’ho vista dal riflesso
Nella vetrata del palazzo davanti.
Non eri tu.
Ma ti vedevo ancora
E son corso
Per il mio ultimo abbraccio
A una macchina a novanta all’ora
Che mi butta a terra
Non so se eri lì a vedermi
Ma mi ricordo di aver visto il tuo sorriso

Il calice cade…
Il vino scorre…
Gli occhi si chiudono…
L’anima dice addio
Al corpo non toccato da te.

Sento la luce finire
Stanno chiudendo la mia tomba
Ecco le mie ultime parole:
“Qui giace chi ti amerà eternamente.”
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

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